Morbo di Osgood-Schlatter

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Il morbo di Osgood-Schlatter fa parte del gruppo di patologie denominate osteocondrosi giovanili , che sono processi degenerativi a carico delle ossa in accrescimento ed è una delle cause più comuni di dolore al ginocchio negli adolescenti.


Il morbo di Osgood-Schlatter fa parte del gruppo di patologie denominate osteocondrosi giovanili , che sono processi degenerativi a carico delle ossa in accrescimento ed è una delle cause più comuni di dolore al ginocchio negli adolescenti.

In questa sindrome ad andare incontro a degenerazione è una prominenza ossea situata sulla faccia anteriore della tibia, palpabile come un piccolo bitorzolo subito sotto il ginocchio -la tuberosità tibiale o apofisi tibiale anteriore ( da cui un altro nome con cui è definito il morbo, ossia apofisite tibiale anteriore); proprio su questa prominenza si inserisce il tendine rotuleo che decorre dalla parte inferiore della rotula, ed è la banda di tessuto connettivo deputata a mantenere in posizione corrette la rotula e a supportare il muscolo quadricipite nell’estensione del ginocchio.

Chi colpisce

Il morbo di Osgood-Schlatter colpisce il ginocchio o, in alcuni casi, entrambe le ginocchia di giovani adolescenti e preadolescenti, soprattutto maschi e sportivi, in cui tende comunque a risolversi spontaneamente al termine della crescita scheletrica. 

Gli adolescenti colpiti dalla sindrome di Osgood-Schlatter sono soggetti impegnati attivamente in attività sportive (soprattutto basket, ginnastica, pallavolo e calcio) che sovraccaricano il sistema muscolare e tendineo delle ginocchia, in particolar modo il muscolo quadricipite femorale; si verificano perciò delle trazioni sull’inserzione del tendine rotuleo a livello della tuberosità tibiale che nei soggetti in crescita (in genere hanno un’età compresa tra i 10-15 anni ) non è ancora completamente ossificata.

Queste sollecitazioni sull’inserzione del tendine rotuleo determinano irritazione della tuberosità tibiale con formazione di una protuberanza anomala sotto il ginocchio, a cui si può sommare anche infiammazione ed edema del tendine rotuleo ( tendinosi). In alcuni casi si possono determinare anche microavulsioni (distacco di frammenti) della tuberosità.  

Oltre a queste cause meccaniche, sembra che alcuni fattori possano predisporre allo sviluppo del morbo di Osgood-Schlatter, come ad esempio alterazioni di conformazione ossea, malallineamenti e squilibri muscolari tra i muscoli anteriori e posteriori della coscia.

Sintomi

Il morbo di Osgood-Schlatter provoca tipicamente dolore nelle regione anteriore del ginocchio ( in alcuni casi di entrambe le ginocchia) che si può associare o meno a presenza di gonfiore. La localizzazione del sintomo dolorifico è proprio a livello della tuberosità tibiale e della parte terminale del tendine rotuleo. Il dolore tende ad aumentare durante l’attività motoria, nei piegamenti del ginocchio e diminuisce generalmente con il riposo e l’astensione dall’attività sportiva.

Altri sintomi evidenti possono la sensazione di indolenzimento e la presenza di ispessimento del tendine rotuleo e di ingrossamento della tuberosità tibiale.

Nelle forme più gravi e durature, il dolore persiste nell’arco della giornata ed in alcuni casi può comportare andamento claudicante.

Diagnosi

La raccolta dei sintomi e la visita clinica in soggetti adolescenti indirizzano verso la diagnosi di morbo di Osgood-Schlatter. Gli esami strumentali, quali la radiografia, l’ecografia e la risonanza magnetica offrono un ausilio per analizzare accuratamente i segmenti ossei ed i tessuti molli e possono rendersi utili nella definizione di diagnosi differenziali o di eventuali patologie concomitanti: fratture, tendiniti, lesioni meniscali, sindrome femoro-rotulea , sindrome di Hoffa (infiammazione di un cuscinetto adiposo su cui poggia la rotula), tumori ed altre condizioni che riferiscono dolore nel medesimo distretto. La radiografia può essere utile per rilevare alterazioni della tuberosità tibiale e la modificazione del suo profilo, mentre l’ecografia valuta lo stato in cui versa la cartilagine di accrescimento. La RM può aggiungere informazioni dettagliate sull’infiammazione e l’edema a carico del tendine rotuleo.

Trattamento

Il morbo di Osgood-Schlatter è in genere autolimitante e si risolve spontaneamente al termine del picco di accrescimento: nel 90 % dei casi infatti nell’arco di due anni dall’inizio dei sintomi, la sindrome sparisce (solo una piccola percentuale si trascina in età adulta questa patologia).

 Il trattamento conservativo gioca un ruolo primario nel ridurre il dolore ed il gonfiore e nell’arrestare la progressione della degenerazione in attesa della sua risoluzione. I principali ausili di trattamento sono rappresentati da :

  • Astensione dall’attività sportiva in corso di sintomatologia acuta;
  • Nella ripresa dell’attività fisica, può essere indicato ridurre il numero di allenamenti o associare pratiche sportive meno impattanti sul ginocchio, come il nuoto;
  • Applicazione di impacchi con ghiaccio dopo l’attività fisica o nell’arco della giornata in cicli di 15-20 minuti l’uno;
  • Somministrazione al bisogno su consiglio medico di farmaci antinfiammatori non steroidei;
  • Utilizzo di un cinturino sottorotuleo da posizionare appena sotto il ginocchio  a livello dell’apofisi tibiale anteriore che aiuta a ridurre i sintomi e scarica la tensione dal tendine rotuleo;
  • Immobilizzazione del ginocchio tramite tutore nei casi con sintomatologia grave;
  • Trattamenti di laserterapia/ ultrasuoni
  • Kinesio-tape
  • Tecar
  • Fisioterapia: in particolare è indirizzata per ottenere l’allungamento del muscolo quadricipite ed il riequilibrio tra gruppi muscolari anteriori e posteriori della coscia.

Una volta che il morbo di Osgood-Schlatter si è risolto, generalmente non residua alcuna problematica; in alcuni casi può persistere a lungo termine un ispessimento a livello della tuberosità tibiale, che appare maggiormente prominente rispetto alla norma. Nei casi più gravi e mal gestiti con la terapia conservativa, si possono avere ripercussioni in età adulta, dovute alla frammentazione della tuberosità tibiale e alla presenza di un frammento osseo calcificato che crea problemi al tendine rotuleo e che può essere rimosso per via chirurgica.

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Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata o eventuali dubbi.


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